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Il paese annovera tra le sue tradizioni, diverse feste religiose,
di antica ricorrenza come:
13 giugno festa di S. Antonio, festeggiata nell’omonima
cappella, situata nel rione Montrone; 16 luglio la Madonna
del Carmine nella cappella omonima di Montrone;
la prima domenica di settembre si festeggia la Madonna della Pietà,
detta anche Madonna dell’acqua, perché gli agricoltori montronesi,
invocavano, durante una stagione di siccità, la caduta di abbondante acqua
piovana, per il raccolto dell’uva, si dice che le preghiere furono esaudite;
13 dicembre S. Lucia festeggiata nel borgo antico,
allietata dalle note della bassa musica e dalla degustazione
di piccoli taralli detti “occhi di S. Lucia”; 19
marzo S. Giuseppe con novena nella cappella Madonna
del Principio. Nel rione Montone, la festa patronale più importante
e famosa in tutta la regione, e non solo, è senza dubbio
quella di S. Trifone. I festeggiamenti iniziano
dal giorno 1 novembre, con incontri culturali, premio letterario “città di
Adelfia”, etc.., mentre la bassa musica “u tammurr” gira
per le strade del rione, rallegrando il sonno dei concittadini,
durante le ore notturne; nella Chiesa Madre invece, si recita
una novena in onore del Santo.
Questa
festa, essendo molto sentita dai fedeli, provenienti da diversi
paesi limitrofi e talvolta anche dalle regioni vicine come la
Campania, la Basilicata e l’Abruzzo, viene organizzata
sin dai primi giorni di ottobre da una commissione, che gira
per la questua di soldi e vino; la fama di questa festa patronale è legata
soprattutto alle gare dei fuochi pirotecnici, che nei giorni
10 e 11 novembre raggiungono il loro acme. Il giorno 10 novembre,
alle ore 4.00 del mattino, un tonante colpo di cannone, sveglia
la cittadina e annuncia l’inizio della prima messa, celebrata
nella Chiesa Madre, a cui susseguono altre, sino alle ore 11,00,
allorquando viene portato il Santo in processione, accompagnato
non solo dalle autorità politiche, ma soprattutto dai
numerosi pellegrini, intonanti antichi canti religiosi in onore
del Patrono.
Il Santo viene portato a spalla da cittadini che si aggiudicano, dopo una vivace “riffa”,
l’onore.
Questa gara si svolge in una stradina parallela a quella della Chiesa Madre,
lastricata da chianche. Una fila di chianche trasversali indica il confine oltre
il quale la gara non ha più luogo. Al di là della festa religiosa,
c’è l’aspetto profano, rappresentato dalla consumazione di
teneri sedani con formaggio punto, olive in acqua, vino novello ed infine il “ fatidico
agnello arrosto”, che viene cotto su grosse braci per le strade del luogo,
mentre un profumo intenso impregna vicoli e violetti.
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