Università della terza età Adelfia
UNIVERSITA' DELLA
TERZA ETA'
ADELFIA
Adelfia tra Sacro e Profano
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Sommario
:: PRESENTAZIONE
:: INTRODUZIONE
:: ORIGINI MONTRONE
:: ORIGINI CANNETO
:: UNIONE DEI RIONI
:: ADELFIESI ILLUSTRI
:: SAN TRIFONE
:: FESTE DI CANNETO
:: ITINERARIO TURISTICO 1
:: ITINERARIO TURISTICO 2
:: PIATTI TIPICI
:: RICETTE TIPICHE


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ADELFIA TRA SACRO E PROFANO

Origini di Montrone

Madonna del PrincipioDon Cataldo De Nicolai, per fissare la data di nascita di Montrone, si rifà all’anno 982, anno in cui i Greci che dominavano in Bari, furono costretti a disperdersi, per le campagne vicine, onde evitare l’urto di Ottone II, re dei Longobardi; tra i fuggiaschi, vi era il commerciante greco Roni Sensech, il quale si rifugiò con la famiglia in questo villaggio, situato al colmo di una lunga e spaziosa vallata, che rasentava le boscaglie di un piccolo monte, per il quale motivo il commerciante stesso alla parola monte vi unì il suo nome Roni, dando origine alla località di Monteroni.
Nel 983 un prete greco, ospite del Roni, affrescò sulla parete di una delle tre grotte esistenti in loco, la Madonna del Principio, poi egli stesso la benedisse e, formato un piccolo altare, di legno ben lastricato, tutti i giorni vi celebrava la santa messa con rito greco. Il Roni morì nel 1017 a causa di tumulti esplosi in terra di Bari e fu sepolto in quella stessa grotta.

Suo figlio Marco, morente , non avendo avuto prole, distribuì ai pastori tutti i suoi beni e ordinò loro di essere seppellito, dopo il suo trapasso, accanto al padre in quella grotta e sulla stessa far edificare una chiesa. Essa fu costruita nell’anno 1086 e prese il nome di Madonna del Principio.
Il 18 novembre 1167 Monteroni veniva annoverato tra le Università di Puglia e Guglielmo II statuendolo in feudo, lo donò a Goffredo Tortomanni. Quest’ ultimo lo cedette alla figlia Geronima che nel 1191 sposò il ravennese Pascazio De Palma.

Palazzo MarchesaleDopo essere passato al regio fisco, il feudo fu assegnato al luogotenente di Carlo I D’Angiò, che lo vendette nel 1276 alla famiglia Sparano da Bari, che lo tenne fino al 1339, anno in cui passò sotto il dominio del cap.no Gualtieri Galeoti, notabile napoletano.
I suoi successori lo
vendettero nel 1380 al conte Gualtiero di Aspruch, siciliano, che a sua volta lo vendette all’aiutante di campo del re Carlo III di Durazzo, Renzo Clinietti. Nel 1390, il feudo fu acquistato dal notabile di Bari, Nicolò Dottula che nello stesso anno fece costruire il castello con la torre, oggi palazzo marchesale.

Nel 1417, Il feudo fu venduto a Nicolò Fusco di Ravello e successivamente, nel 1423 a Niccolò Offieri di Nocera che a sua volta nel 1481 l’alienò a Giliantonio Acquaviva, Duca di Atri e Conte di Conversano. Nel 1519 il feudo passò al Barone Giambattista Galeoti, patrizio napoletano, il quale dimorò in sede, alloggiando al palazzo fatto costruire da Nicolò Dottula.
I suoi successori mantennero il dominio fino al 1629, quando il feudo fu venduto ad Aurelio Furietti, principe di Valenzano; l’ultima famiglia baronale, che l’acquistò nel 1698 fu la Bianchi avente capostipite in Alessandro Bianchi.



   
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