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Nell’anno 1756, il giorno 3 di maggio, il marchese di
Canneto Don Cataldo De Nicolai, pensò di stampare dei
cenni storici, di tutti i paesi di questa nostra provincia e
quindi determinò e affermò che nell’anno
1067 e nel giorno 21 giugno, il Duca Roberto Guiscardo della
casa normanna, con poderoso esercito piombava sulla città di
Bari e la soggiogava con duro assedio.
Il popolo di Bari era duro nell’arrendersi, pertanto il
Duca pensò di costruire delle baracche o capanne all’interno
della muraglia di Bari; ricordandosi di aver visto nel luogo,
ove ora sorge l’attuale Canneto, numerosi macchieti di
folte canne, pensò di poterle utilizzare per la costruzione
delle suddette capanne e inviò degli uomini per il taglio
delle stesse.
Tra i soldati c’erano due cavalieri, uno di Milano e l‘altro
di Messina; furono edificate 265 baracche e il luogo fu chiamato “Cannito,
Canneto, Cannitum”, per distinguerlo da altri. L’assedio
durò circa quattro anni, ma gli assediati spinti dalla
fame e dalla disperazione, il giorno 15 aprile 1071 spalancarono
le porte della città al Guiscardo ed al suo esercito.
Frattanto uno dei due cavalieri, che avevano condotto quegli
uomini al taglio delle canne, esattamente quello di Messina di
nome Giosuè Galtieri, stanco di guerreggiare, chiese al
Duca, la grazia del riposo. Il Duca, pensando ai suoi pregi e
alla sua fedeltà, gli concedette il dominio di molte terre
demaniali, esistenti in quel medesimo luogo chiamato Cannitum,
dove il Galtieri vi si stanziò, edificando il suo casamento,
sposandosi con Beatrice della casa Curcelli di Taranto e costruendo
alcuni locali. Il luogo principiò a spaziarsi: nel 1141
si contavano già 100 abitanti. Nello stesso anno, una
figlia di Domenico Galtieri, Stella Beatrice, sposò il
nobile napoletano Alfonso Balbiano, il quale costruì il
palazzo baronale e realizzò una galleria sotterranea,
lunga presumibilmente 2Km, come rifugio.
Nel 1153 Ruggiero il Guiscardo annoverava Cannitum tra le Università o
Comuni della terra di Bari. Alla morte di Domenico Galtieri,
rimase padrona del feudo Stella Beatrice, con il marito Alfonso
Balbiano.
Nel 1186 la signora si ammalò gravemente, ma il giorno
di Pasqua avvenne il miracolo della guarigione per cui in segno
di ringraziamento, fu costruita la Cappella della Madonna
della Stella.
L’ultima famiglia baronale, acquirente del feudo, fu la
famiglia Nicolai in cui spicca la figura di Don Cataldo, il quale,
come già accennato, attraverso la stesura delle sue “ pergamene”,
si è reso fonte di notizie cospicue sulla nascita di Montrone
e Canneto.
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